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M. Roma Volley

M.Roma Volley

"Il vostro impegno nella scuola, il nostro nella pallavolo per un altro anno di successi"
di Massimo Mezzaroma, presidente della M. Roma Volley


Ho sempre creduto nei giovani, nel loro grande desiderio di aggregazione, nella loro enor­me voglia di fare gruppo, grazie alla scuola e, soprattutto allo sport. Per questo motivo ho risposto positivamente al progetto "Squadra in Comune", un'idea che considero geniale, che apprezzo e che, se non altro, ora che sono dall'altra parte della barricata, mi permette di tornare giovane.

Lo sport, infatti, è il più utile e il più veloce veicolo per essere protagonisti nella vita. Lo dico a tutti voi e, credetemi, non vuole essere il solito slogan col quale si cerca di restare in pace con la coscienza, quando si parla ai giovani. Credo in quello che dico, perché nono­stante io sia diventato padre da qualche mese, mi reputo ancora uno di voi, con lo spirito del ragazzo che andava a scuola e con la grinta di quando giocavo a rugby, e a pallavolo. Sensazioni forti che ora trasmetto all'equipaggio di"Nerone", la barca che, da qualche anno, mi permette di scaricare le tensioni quotidiane e di stare con qualche amico in mezzo al mare. Dove, soltanto guardandoti attorno, ti accorgi di quanto sia affascinante la natura e quanto sia importante viverla.

Con lo sport, quindi, è più semplice. Liberi i tuoi pensieri e puoi esprimerti senza costrizio­ni, senza particolari blocchi.
Quando, l'anno scorso, ho deciso di riportare la pallavolo a Roma, ho pensato soprattutto a voi ragazzi, alle opportunità che vi vengono negate dalla mancanza di mezzi economici e di strutture, ma ho convenuto che la scuola può essere un ottimo compagno di viaggio, innan­zitutto per la formazione culturale, e che può rappresentare il"palcoscenico"giusto, quello sportivo, per una recita in grado di riservare immense soddisfazioni. Ecco perché il mio impegno e quello dei dirigenti che mi sono al fianco, è principalmente quello di seguirvi nel percorso scolastico, aiutarvi a crescere in quello sportivo, portando al vostro interno i nostri campioni e garantendovi tutta una serie di iniziative, perché possiate seguirci più da vicino, più numerosi.

MRoma Volley

Per farlo in maniera compiuta, recentemente, prima che a Roma iniziassero le scuole, abbia­mo realizzato un "diario della pallavolo". Questa agenda, con la partenza della nuova sta­gione agonistica, vuole essere il nostro frangibile segno d'affetto. Chi la sfoglierà potrà conoscere la pallavolo, da quale mondo è circondata e la maniera giusta per poterla capire. Ci sono le immagini degli atleti della M. Roma Volley e una serie di giochini inseriti, grazie ai quali sarà possibile interfacciarvi con il volley, raccontato sin dalle sue origini. Noi con la testa e con il cuore vi accompagneremo per un altro anno, impegnativo e, speriamo, più divertente.


Il sogno di Mezzaroma: "costruire"qualcosa che resti
Che a Roma ci sia stata, e ci sia tuttora, una bella tradizione nella pallavolo, non è certo un mistero. Lo ricordano le alterne vicende che, negli anni, sono state vissute nella Capitale da alcuni club che hanno dato un grande impulso a questa disciplina, lo confermano quei tre scudetti conquistati con grande merito, prima dall'Ariccia, poi dalla Federlazio e, infine, sette anni fa dalla Piaggio Roma di Gian Paolo Montali. Ultimo trofeo, prima della momentanea uscita di scena e dell'assenza del grande volley, ora recuperato, a beneficio di quei tifosi, che, con grande entusiasmo, fanno da corona, ogni domenica, alla formazione, sia se gioca al Palazzetto, sia se si va fuori casa.
La nuova Roma, o meglio la M. Roma Volley, ha una vita brevissima, ma è come se fosse sempre esistita. Ed ora, nella sua filosofia, intende ricalcare quanto è stato fatto in passato, nonostante le ataviche difficoltà, perché in una città come Roma è quasi impossibile schio­dare la gente da casa, o, addirittura, distoglierla dal calcio che, come in altre parti d'Italia, la fa da padrone.

 Bene, incurante di questo dato di fatto, Massimo Mezzaroma, imprendito­re nel campo delle costruzioni, "rampollo" di una famiglia di grandi lavoratori, che da circa quaranta anni sta edificando case all'interno del Raccordo Anulare, ma non solo, ha raccol­to il messaggio delle Istituzioni, desiderose di ricreare attenzione anche attorno alla palla­volo. E non è un caso che nel calendario internazionale, fra qualche anno sia previsto il mondiale della disciplina, proprio qui a Roma.

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Massimo Mezzaroma, dopo aver rilevato il titolo sportivo da Crema, s'è messo al lavoro, ha disegnato la nuova società, affidando a sua sorella Valentina la vicepresidenza e si è circon­dato di gente che potesse garantirgli certezze, gente con un passato nel mondo pallavolisti-co. Fra questi Vittorio Sacripanti, direttore generale della Roma, ultimo scudetto, con il quale ha messo su una formazione mosaico, dove dominasse il giocatore d'esperienza, chia­mato a fare da battistrada per i giovani acquistati e per quanti, pur avendo giocato ad alti livelli, avrebbero potuto avere difficoltà al loro impatto con la Capitale. Il tutto ben mesco­lato e messo a disposizione di Roberto Serniotti, vincitore di una Coppa dei Campioni a Tours, in Francia e protagonista persine in Grecia.

La storia di Roma, della nuova M. Roma Volley è questa: la finale alla Final Eight di Coppa Italia, sconfitta da Treviso, nel marzo scorso, è di per sé un grandissimo traguardo e ti play-off scudetto, conquistati grazie ai successi riportati in campionato, successi che hanno visto la squadra stazionare prevalentemente tra i primi posti, sono addirittura un sogno. La famiglia Mezzaroma, papa Pietro in testa ed i quattro figli, si sono affezionati a questa loro creatura. La curano, la circondano di attenzioni, e impegnano denari per campagne pubblicitarie con le quali vogliono riportare la gente al Palazzetto.

E siccome non sono soliti lasciare le cose a metà, hanno in animo di andare avanti, fino a che Roma non avrà ritrovato la sua credibilità, anche grazie alla pallavolo, e fino a quando nelle palestre, negli oratori, nelle scuole e sulle spiagge non saranno tenuti in attività i più giovani, perché si tengano, magari, lontani da altri, e più pericolosi, passatempi.

ROBERTO SERNIOTTI, allenatore della M. Roma Volley
Sono e mi sento da anni un uomo di sport, ma guardo con estremo rispetto e, a volte, anche con apprezzamento gli studiosi, i ricercatori, quanti, insomma, sanno trarre il massimo dalla scuola. Ecco perché considero un binomio inscindibile quello generato dagli studi e dalle atti­vità agonistiche. E guardo con interesse voi, così numerosi che partecipate e vi impegnate nelle attività agonistiche. Mi rivedo giovane alla scuola media dell'Isti luto "Arti e Mestieri"di Torino, dove m'è venuto l'amore per il volley con quei professori che organizzavano i corsi ed io che mi ci sono, immediatamente iscritto, spinto da chissà quale richiamo. Mi piaceva l'am­biente, non ho faticato a frequentarlo, né a farne successivamente il mio mondo.
A 16 anni, infatti, ho cominciato ad allenare. Non ho mai smesso ed ora, dopo magnifiche parentesi da coach a Cuneo, in Francia, in Grecia ed in aiuto nella Nazionale, mi ritrovo a gestire un gruppo di grandi protagonisti, in una città che, dopo qualche anno di attesa, ha fatto in fret­ta a riavvicinarsi alla pallavolo. Roma è una grandissima città, ma anche un attenta madre. Sappiate rispettarla con il vostro impegno nella scuola e, principalmente in queste iniziative. Questo "Squadra in Comune"non è soltanto un magnifico slogan, ma credo che possa essere la chiave di volta per mettere in mostra le disci­pline più frequentate dai ragazzi. Che non sono il calcio.


IL SALUTO DI PAOLO TOFOLI Capitano della M. Roma Volley
Mi sento sempre coinvolto emotivamente nelle manifestazioni sportive che vedono in campo i gio­vani con le loro maglie piene di slogan e con quella voglia di primeggiare che ti prende quando, per la prima volta, rotoli tra le mani un pallone o ti allun­ghi su fantomatici blocchi di partenza per iniziare una corsa.
Ovviamente mi fa piacere che in questo'progetto "Squadra in Comune"ci sia entrata anche la pallavolo, la disciplina che mi ha fatto diventare un uomo e che, anno dopo anno, è diven­tata la mia professione. Anche io ho iniziato a scuola, alle medie, vincendo con la mia squa­dra i "Giochi della Gioventù". Il volley mi è talmente piaciuto che l'ho fatto diventare l'uni­co scopo della mia vita. Ho vinto tanto ed ho guadagnato a sufficienza per mantenere la famiglia e per far crescere sani e giudiziosi i miei due figli che hanno la vostra età e che vedono nello sport il passatempo più giusto per poter impegnare le ore quando non sono in classe, o quando non hanno un libro tra le mani.

Proprio l'esperienza di padre mi spinge a darvi un suggerimento, scontato, ma sempre attuale: giocate, correte, divertitevi e se rientra nei vostri "piccoli"progetti fate partite di pallavolo. Chissà che tra di voi non ci sia un futuro campione.

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La storia della pallavolo
Nell'antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. In Italia una specie di pallavolo era giocata nel Medioevo e le sue origini posso­no essere ricercate addirittura in antichi giochi greci e romani.
In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato Faustball, ma il merito della costruzione della pallavolo in forma moderna va riconosciuto a William G. Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts (USA).
Si possono trovare similitudini fra la Faustball e il gioco ideato da Morgan, ma in alcune caratte­ristiche di base si notava la differenza: nella Faustball la palla poteva toccare il terreno anche due volte, mentre nella versione di Morgan la palla doveva essere giocata al volo.
Il 6 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostra­zione di un nuovo sport, da lui chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia). Con l'aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il Sindaco e il comandante dei Vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di un nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.

Fu però Alfred T. Halstead a cambiare il nome di minonette, un po' troppo femminile, in Volleyball (letteralmente palla sparata). Egli riuscì ad imporre questo sport nei college YMCA sparsi un po' in tutti gli Stati Uniti. Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America del Sud (Brasile, Argentina, Uruguay).


LE SOCIETÀ'AFFILIATE PER LA STAGIONE 2007-2008
Per ora sono una quindicina, ma tutto lascia supporre che il numero delle società affiliate sia destinato a crescere. L'attenta ricerca sul territorio, un lavoro capillare portato avanti dai dirigenti, ovviamente quelli dei settori giovanili, autorizzano un giustificato ottimismo e permettono alla M. Roma Volley, ad un anno dalla sua ricostituzione societaria, di poter contare sulla presenza di ben quindici club affiliati, distribuiti nella Capitale e nel Lazio. Ma, come detto, c'è un grandissimo fermento ed una forte richiesta al vaglio dei responsabi­li del settore giovanile. Queste, comunque, le società che sono state accolte all'interno della M. Roma Volley: AS Pallavolo Velletri; Poi. Roma 7 Volley A.D.; U.S. Adi Torvaianica; A.P.D. San Paolo Ostiense; A.S.D. e C. Virtus Roma; Poi. Casal de'Pazzi A.S.D.; A.S.R Civitavecchia; Volley Anguillara A.S.D; G.S. Pallavolo Zagarolo; Marino Pallavolo A.S.D.; S.S.D. Atleticouisp Monterotondo; Poi. Sempione Pallavolo; A.S.D. Roma XX; A.S.D. Pallavolo Cinecittà; San Giustino.

 

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